il percorso della salute

omotossicologia

L’Omotossicologia è una scienza nata sulle basi dell’omeopatia , di cui è una evoluzione .
Potremmo chiamarla nanofarmacologia o medicina di informazione, e si avvale oltre che dei classici rimedi omeopatici, anche di ormoni, farmaci, citochine, neurotrasmettitori omeopatizzati. In qs modo è stato dimostrato che la molecola porta la stessa variazione biochimica nel corpo, ma senza gli effetti collaterali.
Per l’omotossicologia, la malattia altro non è che il nostro sistema immunitario che si mette in moto per combattere ed espellere i veleni che inquinano i nostri tessuti. ogni patologia è il risultato di un processo evolutivo legato all’interazione-integrazione dell’uomo con l’ambiente sulla base della propria predisposizione genetica ed in grado d’influenzare le modalità con cui ognuno di noi reagisce alla malattia
Nel momento in cui l’organismo si trova con un eccesso di tossine (alimentazione errata, intolleranze, assunzione medicinali, stress, ambiente, ..) si attiva per la loro espulsione: tramite la pelle (eczema, herpes, eccessiva sudorazione, ..), tramite il sistema respiratorio (rinite, sinusite, ..), tramite l’apparato gastro-digerente (febbre, diarrea, ..), tramite reni/fegato (cistite, calcoli, cirrosi, ..).
In accordo alla teoria di von Bertanlanffy, secondo cui l’organismo è un sistema di flusso in equilibrio dinamico, se l’omotossina non è particolarmente “virulenta” e se i sistemi emuntoriali sono efficienti, essa attraversa l’organismo-sistema di flusso senza determinare alcuna interferenza nella sua omeostasi, che resterà pertanto nella condizione di equilibrio, cioè di salute.
Se viceversa, o perchè la tossina è particolarmente “aggressiva” o perchè i sistemi di drenaggio emuntoriale non sono sufficienti, si determina un’alterazione dell’equilibrio, che l’organismo, nella sua naturale tendenza verso il mantenimento o il ripristino della sua “omeostasi ristretta” (Laborit), cercherà di compensare innescando meccanismi supplementari di tipo autodifensivo: le malattie.
In pratica il corpo si difende dalle omotossine con reazioni antitossiche, che noi comunemente chiamiamo “malattia” e che cerchiamo di “risolvere” con una pasticca, togliendo in questo modo il sintomo ma NON LE TOSSINE che lo hanno causato
Per Reckeweg , padre dell’Omotossicologia, “le malattie sono l’espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle; ovvero sono l’espressione della lotta che l’organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente dalle tossine”.
Attraverso i farmaci omotossicologici si stimola la capacità di autoguarigione del paziente attraverso il ripristino delle sue capacità metaboliche, enzimatiche, immunologiche, emuntoriali, giungendo alla definitiva eliminazione del carico tossico responsabile del quadro morboso, cioè alla vera guarigione.
Ben altra direttrice seguono, viceversa, i farmaci di sintesi: la soppressione dei sintomi conduce ad un approfondimento della patologia nell’organismo, al blocco della sua capacità reattiva, o, spesso, alla cronicizzazione della malattia.
Partendo da queste considerazioni, il Dr. Reckeweg osservò e descrisse un fenomeno di grande interesse: la vicariazione, cioè lo spostamento della malattia da un tessuto all’altro, da un organo all’altro. La vicariazione può avere una prognosi positiva (in questo caso è detta “regressiva” e corrisponde al processo di guarigione naturale) o, viceversa, negativa (in questo caso è detta “progressiva” e coincide, per esempio, con il processo di cronicizzazione).
Reckeweg identifica Sei fasi di risposta antitossica che ha sintetizzato nella Tavola delle Omotossicosi

Le prime 3 fasi rappresentano reazioni relativamente innocue – chiamate umorali – in cui solitamente la guarigione giunge spontanea: mediante il processo infiammatorio le tossine vengono neutralizzate ed eliminate. ( queste fasi corrispondono alle malattie acute, senza danno cellulare)
Le 3 fasi seguenti – cellulari – comprendono patologie (malattie) che ormai hanno provocato lesioni cellulari rendendo impossibile, o perlomeno altamente improbabile l’autoguarigione ( queste fasi corrispondono alla patologia cronica, ed è proprio in queste fasi che l’omotossicologia offre soluzioni e aiuti che la medicina convenzionale fatica a trovare)

Secondo l’Omotossicologia, si entra nell’ultima fase di questa tabella inerente le neoplasie (tumori), a causa di una continua soppressione con l’ausilio di medicinali, di questo lavoro di pulizia dell’organismo.

L’Omotossicologia, con l’ausilio dei progressi della medicina accademica (quindi analisi mediche, esami diagnostici, ecc.) trova l’esatta posizione della malattia nella tabella delle 6 fasi, e tramite rimedi omotossicologici aiuta il corpo a riattivare le funzioni di elimino delle tossine e, in caso di danni cellulari, ripristina la struttura enzimatica cellulare.
In conclusione la terapia omotossica non elimina il sintomo, ma lancia un vero e proprio impulso verso la guarigione basato sulla disintossicazione: questo con l’ausilio sia di farmaci omeopatici (sia unitari che composti), che di altri rimedi ancora.

I 3 pilastri dell’omotossicologia sono :
1. drenaggio e disintossicazione
2. immunomodulazione
3. supporto degli organi e delle cellule.