Questo é un approfondimento sulla disbiosi intestinale e su come pulire un fegato grasso, scritto dalla Dott.ssa Federica Giacosa, medico vegano e olistico in occasione de La Prova Vegana – Crudista – Igienista d’Estate.

Articolo di: Dott.ssa Federica Giacosa

Ecco un approfondimento su quello che avviene dentro di noi e di cui così poco si parla!! Quindi oggi voglio parlarvi di quella che è la nostra ghiandola più importante: il FEGATO.
Lavoratore silenzioso e instancabile, possiamo paragonarlo a una grande fabbrica con molteplici funzioni, la maggior parte essenziali per la vita. Interviene sui guasti nutrizionali e l’assorbimento del cibo; forma e converte i globuli rossi nella bile; funge da deposito di ferro, rame e vitamine liposolubili (A, D, B12); filtra gli elementi tossici dal sangue e li converte e unisce ad altre sostanze per renderli innocui per poi espellerli tramite urine e feci; produce alcune proteine plasmatiche e della coagulazione del sangue; funge da deposito di glucosio equilibrando così la glicemia, e per finire svolge anche un importante ruolo immunitario per quanto riguarda la formazione di anticorpi. Altro ruolo di primaria importanza è ricoperto dalla produzione di bile e dallo smistamento e sintesi dei grassi.

La bile, oltre ad essere essenziale per la digestione dei grassi, è molto importante perché in essa sono presenti sostanze chimiche indesiderate (metalli pesanti, farmaci, sostanze cancerogene) legate a delle molecole solubili in essa. Questa è una modalità di prevenzione del cancro, in quanto queste sostanze dannose hanno maggiore affinità per la bile e in questo modo possono essere espulse con le feci. Il nostro fegato è quindi il vero filtro del sangue. Giorno e notte lavora instancabilmente permettendo la rimozione delle tossine in esso presenti.
La bile è il vero liquido di scarico del fegato. Viene prodotta dal fegato per allontanare i detriti della demolizione dei globuli rossi avvenuta nella milza, per allontanare l’eccesso di colesterolo e grassi dal sangue e per aiutare la digestione dei grassi per mezzo degli acidi biliari. Viene poi immagazzinata nella cistifellea e riversata nella prima parte dell’intestino, il duodeno, durante i pasti per permettere grazie ai sali biliari l’assorbimento intestinale di lipidi e vitamine liposolubili, e per eliminare numerose sostanze endogene ed esogene (ormoni, farmaci…) o i loro cataboliti.
Quando si ha una cattiva funzionalità biliare, si tende alla formazione di calcoli, soprattutto biliari, cattiva digestione, aumento dei grassi del sangue e aumento della pressione del sangue, reflusso biliare, irritazione intestinale, malassorbimento, cefalea, nausea, pancia gonfia. Quando l’organismo non ce la fa più ad eliminare le tossine attraverso le vie biliari, il sistema linfatico e l’intestino, le espelle attraverso la pelle. Per cui ne deriva che se si ha un problema sulla pelle che non dipende chiaramente da una causa esterna, sarà facile pensare ad un problema endogeno dipendente da un alterato flusso biliare, che a sua volta può dipendere da una cattiva funzionalità intestinale, che è poi la base di tutte le patologie. Allo stesso modo dato che parte delle tossine vengono eliminate attraverso le vie urinarie, si potranno formare sabbia e/o calcoli renali, se c’è un problema a carico delle vie biliari in particolare del flusso. Anche le articolazioni possono essere interessate dal tentativo dell’organismo di eliminare le tossine che non vengono rimosse dal fegato, depositandole in esse così da essere raggiunte dal più potente alcalinizzante (basificante) presente nel nostro organismo: il fosfato di calcio. Questo neutralizza gli acidi che si depositano nelle articolazioni infiammandole, ed il fosfato di calcio neutralizza l’infiammazione attivando i depositi e quindi si ha in questo modo l’inizio di una artrosi. Ecco spiegati i fenomeni di artrite e artrosi da cattiva funzione biliare. Ora che iniziamo a capire l’importanza di ripristinare un flusso biliare regolare per favorire l’eliminazione delle tossine, sarà prioritario disintossicare fegato ed intestino, alleggerendo il sistema linfatico.
Vale la regola che non si può pensare a una pulizia del fegato senza una profonda e preliminare pulizia intestinale.

Disbiosi intestinale
Il sistema di disintossicazione del corpo è infatti spesso bloccato da una condizione che si chiama disbiosi intestinale che impedisce la normale depurazione del corpo da veleni chimici e metalli pesanti. Disbiosi significa alterazione della flora intestinale, quell’insieme di milioni di microrganismi che ci abitano e che hanno un ruolo importantissimo nel mantenimento della nostra salute.
Questa alterazione origina a seguito di un malfunzionamento del colon, le cui cause risiedono nel sistema alterato di vita del mondo occidentale, con scarso movimento fisico, una dieta ricca di prodotti raffinati e denaturati (povera di fibre), cibi morti, cibi conservati, l’inquinamento ambientale, l’abuso di sostanze tossiche (alcool, fumo, etc) e di farmaci, l’abitudine a rimandare la defecazione quando si presenta lo stimolo, lo stress e la tensione emotiva prolungata, l’inquinamento elettromagnetico… In queste condizioni la composizione normale della flora batterica intestinale può essere notevolmente modificata in senso putrefattivo. Nelle disbiosi semplici si tratta soprattutto di batteri aerobi (39%), anaerobi (26%) e parassiti come la lamblia (26%). I funghi e i lieviti, in questi casi, sono inferiori all’8%, ma nelle disbiosi complesse e in quelle miste rivestono un ruolo decisamente più importante; tra questi, la più rappresentata è certamente la Candida Albicans, presente nel 72,1% dei casi.
Nei pazienti con disbiosi la costipazione e la stipsi sono un riscontro frequente, anche se uno stato di intossicazione e’ possibile in coloro che evacuano normalmente ogni giorno e anche piu’ volte al giorno (vi sono anche casi di disbiosi intestinale che si manifestano con diarrea). Lo dico sempre ai miei pazienti: andare di corpo tutti i giorni non vuol dire aver un intestino in salute.
Ormai siamo quasi tutti affetti da disbiosi a causa di farmaci di ogni tipo, alimentazione sbagliata, flora intestinale carente o alterata, intolleranze alimentari, stress, sostanze innaturali create dall’industria alimentare con cui giornalmente entriamo in contatto anche inconsapevolmente.
Il primo passo dello stare bene, in ogni situazione, per qualsiasi tipologia di problema, è quindi partire proprio dall’intestino, regolando la disbiosi e rimettendo a posto il meccanismo interno di disintossicazione.

Le sostanze tossiche prodotte e isolate dal colon sono 36 (tra cui l’ammoniaca, il fenolo, lo scatolo, l’indolo, il mercaptano e il sulfito di idrogeno) e risultano principalmente dalla digestione batterica dei residui delle proteine ingerite. Dopo aver attraversato la parete del colon, queste sostanze vengono assorbite nella circolazione sanguigna e trasportate direttamente al fegato. Le cellule epatiche, oltre a svolgere il loro ruolo metabolico, hanno il compito di filtraggio delle tossine e di inattivare ogni sostanza dannosa presente nel sangue per rimuoverla dall’organismo. Ci sono però delle situazioni in cui vi è un eccesso di tossine, che il fegato fa fatica a smaltire, e se si accumulano il corpo inizia ad andare incontro a una situazione che viene definita autointossicazione o tossiemia. La tossiemia, conseguenza naturale della disbiosi, è una particolare forma di autointossicazione dell’organismo responsabile di un aumento innaturale dei fenomeni di putrefazione. Si determina quindi un’alterazione dell’equilibrio dell’organismo, e questo si verifica generalmente quando l’attivita’ del colon non e’ regolare, oppure quando il fegato presenta qualche malattia che ne riduce l’attivita’, ma la prima ipotesi e’ la piu’ frequente. La TOSSIEMIA INIZIA NEL COLON, ma i suoi effetti dannosi si riscontrano in lontananza, a carico di svariate cellule del corpo, con alterazioni molecolari che alterano i processi biochimici degli organuli sub-cellulari: le normali funzioni cellulari possono essere ridotte o del tutto impedite, e queste restrizioni possono causare l’indebolimento o la malattia dell’organo cui le cellule appartengono. Nessun organo viene risparmiato. Se dall’intestino assorbiamo ogni sostanza e se dal colon eliminiamo la maggior parte delle tossine, possiamo ben capire che se questo meccanismo viene alterato, questa alterazione è a carico di ogni singola cellula, ogni singolo organo, ogni singolo apparato!!! La persona affetta da tossiemia presenta sintomi come affaticamento, irritabilita’, mancanza di concentrazione, aggressivita’, ipertensione arteriosa, disturbi della memoria, debolezza muscolare, cefalea e emicrania, infezioni frequenti, cistiti, vaginiti, deficienze nutrizionali, invecchiamento precoce della pelle (rughe) e alterazioni cutanee (acne, psoriasi, dermatiti di vario tipo), alterazioni ormonali, disturbi del ciclo mestruale, dolore e rigidita’ delle articolazioni, mal di schiena in regione lombare, allergie, asma, disturbi a carico dell’occhio, delle orecchie, del naso e della gola, aritmie cardiache, formazione di noduli della mammella e alterazioni della tiroide, accelerazione dei processi di invecchiamento (senilita’ precoce). Oltre a sintomi di carattere generale, si sviluppano alterazioni del tratto gastroenterico, con diminuzione della velocita’ di transito intestinale, aumentata produzione di gas, meteorismo, flatulenze e sensazione di distensione addominale, sviluppo di micosi.

Infine, anche il sistema immunitario puo’ essere colpito: le pareti intestinali ospitano una gran parte di questo sistema di difesa (macrofagi, linfociti T e B liberi e raccolti in follicoli e placche, immunoglobuline) per poter meglio svolgere la loro azione di barriera contro la propagazione di sostanze tossiche. Infatti, la mucosa che riveste internamente il colon e’ uno dei principali sistemi che il corpo utilizza per difendersi dall’aggressione di sostanze tossiche, come lo sono il fegato, i reni, il sistema linfatico, i polmoni e la pelle. Le alterazioni della normale anatomia e della funzionalità del colon diminuiscono significativamente le capacita’ di difesa del corpo. E nell’intestino troviamo circa il 70% del nostro sistema immunitario… quindi potete immaginare l’entità del danno!!!!

In sintesi, la stasi cronica del materiale colico, l’abuso di determinati farmaci, l’inquinamento da parte di sostanze tossiche, una dieta e uno stile di vita non appropriati alterano il normale equilibrio della flora intestinale e favoriscono la crescita abnorme di microrganismi patogeni (=disbiosi), a loro volta responsabili di processi putrefattivi che determinano la produzione di una varieta’ di metaboliti tossici (=tossiemia). Quando questi entrano in circolo e non possono essere adeguatamente neutralizzati producono la “sindrome tossiemica”.

Anche l’anatomia del colon può subire delle modifiche a seguito di un errato stile di vita: la normale forma può variare a seguito della presenza al suo interno di incrostazioni e depositi fecali, fino ad arrivare a una diminuzione del lume interno attravero cui transitano le feci. Questo fenomeno sarebbe estremamente diffuso nelle popolazioni “civilizzate”: Kellog, noto chirurgo americano e autore di un celebre trattato sul valore della idrocolonterapia, scrisse agli inizi del secolo: “In 22.000 interventi che ho eseguito personalmente, non sono mai riuscito a trovare un colon normale; e delle 100.000 operazioni eseguite nel reparto che dirigo, non piu’ del 6% dei colon erano normali”. Secondo alcuni rapporti autoptici, molti individui presentano incrostazioni putrefatte nel colon che possono raggiungere anche i 3-4 Kg. di peso.

Detto questo si può ben comprendere come prima di depurare il fegato sia importante depurare l’intestino, anche perché sempre più al giorno d’oggi si assiste a un boom di quello che viene chiamata “steatosi epatica non alcolica”. In pratica la steatosi è un ingrossamento del fegato dovuta a un alterazione del metabolismo lipidico, in cui si accumulano trigliceridi all’interno delle sue cellule, gli epatociti.
Circa il 30% degli italiani adulti (ma secondo me l’incidenza è sottostimata) soffre di steatosi epatica.
Fattori di rischio importanti per lo sviluppo del fegato grasso sono il diabete, l’obesità (soprattutto quella addominale -androide o a mela-), una dieta squilibrata, non bilanciata ed eccessivamente ricca di grassi, l’anemia e l’alcolismo. Anche alcuni farmaci, squilibri ormonali, nutizionali, deficit di carnitina, e un’eccessiva esposizione a sostanze tossiche possono favorire l’accumulo di trigliceridi nel fegato. Una volta era collegata principalmente all’abuso di alcol. Ora ci sono persone completamente astemie che si ritrovano all’ecografia un “fegato da alcolista” e nessuno gli sa spiegare perché. Ma io mi chiedo: come può non saltare agli occhi di tutti che la causa è intestinale??? Che è proprio la disbiosi????
Quando nell’intestino aumentano i processi fermentativi e putrefattivi, si forma ALCOL (oltre ad altre simpatiche sostanze dai nomi squillanti di cadaverina..putrescina…)!!!! Quindi anche se beviamo solo acqua naturale, in caso di disbiosi è come se ogni giorno più volte durante la giornata il “cicchettino”, il “chupito“ alcolico ce lo autoproduciamo!!! E questa costante produzione di alcol, associata alle tossine che l’intestino non riesce a smaltire e che quindi vanno al fegato, nel tempo porta a questa condizione di fegato grasso.

L’approccio terapeutico della steatosi e della steatoepatite non alcolica consiste nella modifica dello stile di vita, l’efficacia dei trattamenti farmacologici tradizionale è incerta, mentre grande aiuto ci viene dalla fitoterapia e dall’omeopatia.
Alla base del fegato grasso, come abbiamo visto, molto spesso ci sono cause dietetiche. Tra queste ricordiamo: dieta eccessivamente ricca di grassi, alcol e zuccheri e, soprattutto nei Paesi sottosviluppati, carenza di vitamina B12 (contenuta esclusivamente nei cibi di origine animale), biotina ed acido pantotenico.
La dieta diventa un fattore ancor più importante se si considera che due delle principali cause della steatosi epatica (sovrappeso e diabete) derivano nella stragrande maggioranza dei casi da abitudini alimentari scorrette.
Premesso che una dieta vegana composta di molti cibi integrale e molti cibi crudi è sempre la strada migliore da percorrere, per chi non è ancora lì, è importante riequilibrare la propria dieta facendo particolare attenzione all’utilizzo di grassi animali (compresi burro e latticini), carne rossa, margarina, alcol e dolci. Sebbene siano da preferire a quelli animali è bene moderare anche l’utilizzo dei grassi di origine vegetale (olio di oliva, di semi, frutta secca ecc.).
Per chi ancora mangia carne, iniziare a sostituirla con il pesce o con i legumi può essere di grande aiuto per la disintossicazione del fegato (a patto che il pesce non contenga, come spesso purtroppo accade, tossine o metalli pesanti).
Eliminate gli alimenti trasformati, i carboidrati raffinati e gli zuccheri, preferite sempre alimenti biologici, non usate il microonde, introducete più cibo crudo e non usate cotture troppo lunghe. Evitate i cibi OGM, soprattutto soia e mais. Controllate quali sono le vostre intolleranze alimentari, eliminate il più possibile i lieviti e controllate anche il livello dei metalli pesanti nel vostro organismo. Se avete amalgame dentali, trovate un bravo dentista che le sappia rimuovere nella maniera corretta, senza intossicarvi ancora di più! Mangiate grandi quantità di frutta e verdura, soprattutto verdure a foglia verde!
Grande aiuto viene dato anche dall’assunzione di cibi fermentati ( rauti e verdure lattofermentate in salamoia) e degli antiossidanti e enzimi che ci offrono i deliziosi estratti di carote, sedano, bietole, barbabietole rosse, tarassaco, mele, pere, zenzero, limone, e bevande verdi derivate da chlorella, spirulina, erba d’orzo, nonché la frutta fresca, soprattutto agrumi e kiwi, mirtilli e frutti rossi, melagrane, bacche di goji.
Importanti per la presenza del selenio, potente antiossidante, anche le noci del Brasile, alghe, riso integrale, germe di grano, cereali integrali.
Assumete un pieno di acidi grassi essenziali e antinfiammatori, importantissimi per preservare la corretta formazione e fluidità delle membrane cellulari, consumando semi di lino macinati sul momento, semi di girasole, avocado, olio di sesamo, olio di enotera, olio di lino, olio di canapa.

Metodi per pulire e rafforzare il fegato
Vediamone i principali e più efficaci:
1) Acqua tiepida e limone la mattina appena svegli. Una buona pratica per iniziare la giornata dando una sferzata di vitamina C e stimolando un fegato pigro. Ottimo modo per alcalinizzare il corpo, perché spinge lo stomaco a produrre bicarbonato, che viene poi immesso in circolo divenendo un vero e proprio tampone dell’acidosi corporea.
2) Vitamine del gruppo B, soprattutto la B12. Presente nei cibi di origine animale, alcuni cibi fermentati, alga klamath, ma soprattutto viene prodotta dai batteri presenti nel nostro intestino (altro punto a favore nella lotta alla disbiosi). Voglio ricordare inoltre che se si han problemi di stomaco, non viene prodotto il fattore intrinseco che è responsabile dell’assimilazione di tale vitamina. Per cui è estremamente utile pensare e ragionare sul perché di alcune carenze prima di integrare così giusto per fare qualcosa…
3) Lecitina, che aiuta il fegato a emulsionare i grassi. ( la troviamo nel miso, nel tempeh, nel natto)
4) Vitamina C ad alte dosi, che studi han dimostrato in grado di stanare i grassi nel fegato e ripararne danni. (Altro motivo per la nostra acqua e limone la mattina!)
5) Glutatione (di cui l’amato avocado ne è pieno!). L’antiossidante per eccellenza.
6) Radice di cardo mariano e di tarassaco. Da sempre usate per proteggere e ripulire il fegato. Anche il carciofo (colagogo) o desmodio (pianta africana epatoprotettiva) sono radici utili.
7) Clisteri di caffè. Conosciuti grazie al geniale e amato maestro Dr. Max Gerson, che li utilizzava come protocollo nelle sue terapie dietetiche per i pazienti oncologici, dal momento che aveva compreso l’importanza di associare a un certo stile alimentare anche una profonda disintossicazione degli organi per portare il corpo alla guarigione. Il caffè assunto in questo modo è in grado di dilatare le vie biliari e promuovere così uno svuotamento di tossine dal fegato.
8) Depurazione di fegato-cistifellea. Viene fatta con l‘assunzione di determinati liquidi, sali, seguendo un certo protocollo (Moritz- Clark i più conosciuti). Questo metodo appare controverso: alcuni affermano che con questo metodo si espellono calcoli biliari o epatici, altri che quello che viene eliminato sono solo i globuli di grasso (olio) appena bevuto che precipita grazie all’azione di sostanze acide (limone, pompelmo) assunte proprio per effettuare il lavaggio. Ritengo che ognuno debba esaminare bene i diversi punti di vista e poi decidere ciò che è giusto o meno. E’ una pratica che personalmente io utilizzo e che consiglio ai miei pazienti. Conduco anche dei ritiri residenziali al riguardo. Posso assicurarne l’efficacia, se viene fatto nella maniera giusta.

La cosa che mi preme sottolineare è che l’ultima tecnica spinge fuori molte tossine e quindi il corpo deve essere pronto a gestire tutta questa liberazione. Se la persona è in salute, la meravigliosa macchina biologica che è il corpo compensa e a poco a poco espelle ciò che deve essere espulso (previa però, mi raccomando, pulizia dell’intestino prima e dopo!!). Ma laddove ci siano problemi di salute (tumori, patologie autoimmuni, allergie….) consiglio vivamente di rivolgersi a specialisti che sappiano indicarvi in che modi e tempi affrontare questa pulizia. In questi casi il corpo non è in salute, l’omeostasi è già compromessa, e una pratica non corretta di questa tecnica può dare un peggioramento dei sintomi e della patologia. Questo nei libri non viene detto, ma la mia esperienza clinica (e non solo la mia) lo conferma. Il corpo deve essere pronto. Va preparato. Bisogna prima riattivare le vie di eliminazione delle tossine e sistemare l’intestino. Poi ci si può lanciare anche in questa meravigliosa pulizia di cui se volete possiamo approfondire in un altro articolo!!!!
MERAVIGLIOSA VITA E BUON DETOX A TUTTI!!!!

Dott.ssa Giacosa Federica, medico olistico
Esperta in nutrizione vegana, medicina naturale, idrocolonterapia e detox